Sito Ufficiale del Consorzio di tutela e valorizzazione DOC Terre dell’Alta Val d’Agri
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Terre dell'Alta Val d'Agri

Associazione cuochi lucani

ORIZZONTI LUCANI – La grande Vetrina del Gusto Lucano

Lucania in tavola

La zona che fa da cornice ai vigneti della Val d’Agri è ricca di una grande varietà di colture e quindi di materie prime, coltivate nei vari comuni. Al vino Terre dell’Alta Val d’Agri va il merito di saper valorizzare i piatti, i profumi e i sapori dei prodotti e del territorio. Pensiamo all’abbinamento con i salumi, come la celebre soppressata Lucana, celebrata da Varrone e Cicerone, che, nei loro scritti, ne certificano l’origine esattamente in questa Valle, dove aveva sede il Municipium di Grumentum.

Lucania in tavolaDa sempre nelle terre dell’Alta Val d’Agri il primo piatto della memoria era costituito dalla pasta fresca fatta in casa, gustata da sola o in abbinamento con verdure (minestrone) o anche con i funghi delle zone montane e soprattutto il nobile e profumato tartufo nero (scorzone), grattugiato nel risotto o a scaglie sulla pasta.

Con i Fagioli di Sarconi, prodotto di qualità a marchio IGP, sono preparate saporite zuppe con erbe spontanee e con vari ortaggi, oppure in abbinamento alla pasta. In primavera è usanza comune utilizzare le erbe spontanee in cucina per allestire piatti dai pregevoli effetti salutari e curativi con asparagi selvatici, cicorie, ortiche e molte altre varietà come ingredienti per arricchire zuppe,secondi piatti, uova.

FunghiUna menzione particolare meritano le carni, prima delle quali è quella di maiale, oppure gli squisiti agnelli che pascolano ancora liberi nelle balze montane, oppure il capretto, piatto della tradizione pasquale, cotto in forno a fuoco lentissimo,insaporito con patate e pancetta a striscioline, e tirato con un po’ di vino, naturalmente Terre dell’Alta Val d’Agri, che si presta ottimamente alla bisogna.

Altra carne di altissima qualità è quella delle mucche podoliche, che forniscono anche il latte per l’ottimo caciocavallo podolico. Animale rustico e resistente, pascola allo stato brado sui monti dell’Appennino lucano, ricavando dalle erbe spontanee, che assume con il pascolo libero, quei sapori particolari non ottenibili con animali di allevamento.


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