Il percorso enoturistico proposto in questa DOC inizia nel cuore dell’alta valle, in uno dei siti archeologici più significativi della Basilicata: la città romana di Grumentum. Il parco archeologico conserva non solo l’impianto urbanistico, gli edifici monumentali pubblici (civili e sacri) e l’edilizia residenziale, ma anche alcune testimonianze della lunga continuità d’uso del territorio.
Nel vicino Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri si possono ammirare raffinati reperti che documentano non solo la produzione e il commercio del vino, ma anche il suo consumo, rivelando come già nell’antichità questa bevanda fosse profondamente integrata nella vita quotidiana e nelle pratiche rituali e sociali delle popolazioni del comprensorio. I secoli successivi ne hanno dato conferma, sino ad oggi.
La tappa successiva, dirigendosi nel territorio di Viggiano, conduce alla cappella fortificata di Santa Maria la Preta, fondata nel XII secolo su un rilievo roccioso che domina il torrente Casale.
Il percorso prosegue presso l’Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa “Bosco Galdo” dell’A.L.S.I.A. All’interno è possibile visitare uno dei vigneti collezione del percorso, attrezzato per scoprire da un punto di vista agronomico e culturale le varietà di vite autoctone della valle e la loro storica relazione con il Pollino, il Vallo di Diano e il Cilento sino alla colonia greca di Elea (Velia).
La conclusione dell’itinerario proposto è nel territorio di Marsicovetere, dove, in località Barricelle, è stata individuata una villa appartenente a Bruttia Crispina, moglie dell’imperatore Commodo (180-193 d.C.). Questi sono rinvenimenti che costituiscono una preziosa testimonianza delle pratiche agricole e della trasformazione dei prodotti, soprattutto vino e olio, tipiche del territorio in epoca romana.